Per un trattamento efficace e sicuro del tumore cerebrale, scopri di seguito le tecnologie avanzate a disposizione del neurochirurgo.

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Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI)

Cosa è:
La fMRI è una tecnica non invasiva che consente di identificare le aree funzionali cerebrali in base all’attivazione neurale correlata a specifici compiti motori o cognitivi. Essa si basa sulla variazione del segnale BOLD (Blood Oxygen Level Dependent). La fRMI viene effettuata generalmente 1-7 giorni prima dell’intervento chirurgico per tumore cerebrale in modo da conoscere in anticipo quali potrebbero essere le funzioni a rischio durante l’intervento.

Quando si usa:
È essenziale nella pianificazione chirurgica per tumori adiacenti a regioni eloquenti come corteccia motoria e aree del linguaggio.

📚 Approfondimenti:

Trattografia (DTI – Diffusion Tensor Imaging)

Cosa è:
Le diverse aree di sostanza grigia del cervello sono tra loro connesse tramite fasci fi neuroni conosciuti come sostanza bianca. La preservazione di tali connessioni è essenziale per preservare la funzione delle aree di sostanza grigia. La Trattografia e una tecnica di risonanza che permette di mappare i fasci di sostanza bianca tramite la diffusione dell’acqua. La trattografia 3D guida l’accesso chirurgico per tumore cerebrale e aiuta a evitare vie motorie, sensoriali e linguistiche.

Quando si usa:
Indispensabile per gli interventi in prossimità di struttura critiche come il fascicolo arcuato, tratto corticospinale o fascicoli associativi.

📚 Approfondimenti:

Neuronavigazione

Cos’è:
La neuronavigazione è un sistema di guida assistita al computer che consente al chirurgo di localizzare con precisione strutture cerebrali e il tumore cerebrale durante l’intervento, integrando immagini preoperatorie di risonanza magnetica, risonanza magnetica funzionale o TC con l’anatomia reale del paziente.

Quando si usa:
È utilizzata in quasi tutti gli interventi neurochirurgici oncologici, soprattutto per tumore cerebrale profondo, piccolo o vicino ad aree critiche. Migliora l’accuratezza dell’approccio chirurgico e riduce il rischio di danno ai tessuti sani.

📚 Approfondimenti:

Ecografia Intraoperatoria

Cos’è:
Tecnica di imaging in tempo reale che utilizza ultrasuoni per visualizzare il tumore cerebrale e le strutture cerebrali durante l’intervento. Grazie all’ecografia intraoperatoria si può non solo vedere il tumore prima di iniziare l’asportazione, ma anche monitorare la progressiva asportazione del tumore, in modo da accertarsi che non rimangano residui al termine dell’intervento. Questa tecnologia può essere integrata con la neuronavigazione in modo da poter correggere l’informazione ottenuta con le immagini preoperatorie sulla base delle informazioni ecografiche.

Quando si usa:
Indicata in chirurgia di gliomi e metastasi.

📚 Approfondimenti:

Monitoraggio Neurofisiologico

Cos’è:
Consiste nel monitorare la trasmissione elettrica dei neuroni, in modo da evitaredanni neurologici durante l’asportazione del tumore cerebrale.

Esistono 2 tecniche fondamentali. Il monitoraggio con “strip” consiste nell’applicazione di elettrodi subdurali a striscia per registrare attività corticale (es. potenziali evocati motori e sensoriali). Il monitoraggio corticale e sottocorticale prevede la stimolazione diretta del tessuto cerebrale per identificare aree eloquenti superficiali (corteccia) e profonde (sottocorteccia).

Quando si usa:
Nei tumori adiacenti alla corteccia motoria o sensitiva. Offre una guida costante sull’integrità funzionale durante l’intervento.

📚 Approfondimenti:

Traccianti intraoperatori: Acido 5-aminolevulinico (5-ALA)

Cos’è:
Il 5-ALA è una sostanza che, somministrata per via orale prima dell’intervento, viene metabolizzata preferenzialmente dalle cellule tumorali in una molecola fluorescente (PpIX) che emette luce rosa-rossa sotto lampada blu. Tale luce può essere rilevata tramite il microscopio operatorio, durante la asportazione del tumore cerebrale e permette di asportare anche residui microscopici.

Quando si usa:
Indicato nella chirurgia di gliomi ad alto grado (es. glioblastoma), consente una visualizzazione intraoperatoria diretta del tumore, migliorando la radicalità dell’asportazione.

📚 Approfondimenti:

Traccianti intraoperatori: Fluoresceina Sodica

Cos’è:
La fluoresceina sodica è un tracciante fluorescente che si lega alle aree di barriera ematoencefalica compromessa, caratteristica comune del tumore cerebrale. Somministrata per via endovenosa prima dell’intervento, rende le cellule tumorali visibili tramite l’uso di un microscopio dotato di filtro dedicato (generalmente YELLOW 560 nm), evidenziando le aree patologiche con una fluorescenza giallo-verde.

Quando si usa:
È indicata nei gliomi ad alto grado, meningiomi e metastasi cerebrali, specialmente quando si desidera un approccio visivo immediato alla resezione. Rispetto al 5-ALA, è meno costosa, richiede un tempo di preparazione inferiore ed è utile anche in anestesia generale.

📚 Approfondimenti:

Conclusione

Le tecnologie disponibili sono numerose e ciascuna fornisce informazioni diverse e molto specifiche. Quindi, è necessario adottare ed integrare queste tecnologie tra di loro, sulla base delle caratteristiche specifiche del tumore e del paziente.